
L’ossessione per l’aspetto fisico può trasformare la cura di sé in una fonte di ansia e disagio. Scopri come la Terapia Cognitivo-Comportamentale aiuta a ritrovare equilibrio e libertà nel rapporto con il proprio corpo.
Tantissime persone trascorrono molto tempo a preoccuparsi del proprio aspetto fisico, di come appaiono agli occhi degli altri e temono di essere giudicate.
Spesso l’attenzione all’estetica è alimentata dalla cultura di appartenenza, dai modelli proposti dai media e soprattutto dalle immagini pubblicate sui social network.
Abbiamo in mente un ideale di corpo “perfetto” a cui aspiriamo e sentire la distanza da quello standard, spesso irrealistico, può generare frustrazione, vergogna e senso di inadeguatezza.
Quando la preoccupazione per l’aspetto diventa un’ossessione
Molte persone si preoccupano del proprio aspetto e dedicano tempo ed energia al curarsi. Tuttavia, per alcune, questa attenzione si trasforma in una vera e propria ossessione per l’aspetto fisico, tanto intensa da compromettere il benessere psicologico, la vita sociale, lavorativa e affettiva.
Chi soffre di questa condizione manifesta una attenzione selettiva sul proprio corpo o su specifiche parti di esso.
Durante un’uscita con gli amici, ad esempio, può essere concentratə su come appare, sul nascondere zone percepite come difettose, sul confrontarsi con le altre persone o sul controllare costantemente la propria immagine in superfici riflettenti.
Il risultato è una presenza mentale ridotta: la persona fatica a godersi le relazioni e prova ansia, frustrazione e insoddisfazione.
L’ansia tende a crescere nel tempo, soprattutto se si iniziano ad attuare comportamenti di evitamento (evitare uscite, eventi o luoghi pubblici).
Questi evitamenti danno sollievo momentaneo, ma rinforzano il problema, aumentando isolamento, solitudine e disagio.
Effetti sull’intimità e sulla sessualità
La paura del giudizio estetico può interferire anche con la sfera intima e sessuale.
Il timore di mostrarsi, la focalizzazione sul proprio corpo e la tensione riducono l’eccitazione, rendendo il rapporto meno piacevole (ad esempio per difficoltà di lubrificazione o di erezione).
Altre persone, per evitare il rifiuto o spostare l’attenzione dal corpo, tendono invece a ipercompensare, diventando eccessivamente compiacenti o generose nei rapporti intimi.
In entrambi i casi, il disagio cresce e alimenta il circolo dell’ansia e del giudizio.
Le conseguenze fisiche e psicologiche dell’ossessione estetica
Pensare costantemente al proprio corpo può portare a comportamenti dannosi, come diete restrittive, abuso di integratori o farmaci, uso improprio di lassativi o eccessivo esercizio fisico.
Ne derivano disturbi fisici, insonnia, calo dell’umore e difficoltà di concentrazione.
Anche la sfera lavorativa o accademica può risentirne: la mente impegnata nel controllo dell’immagine riduce la capacità di attenzione e memoria, portando a ritardi, errori o ansia da prestazione.
Il disinvestimento da altre aree di vita fa sì che l’aspetto fisico diventi l’unico metro di valore personale.
L’impatto economico invisibile
Non va sottovalutato l’aspetto economico: palestre, trattamenti estetici, cosmetici, abbigliamento, procedure mediche o chirurgiche possono diventare spese importanti, spesso motivate più dal bisogno di sentirsi “abbastanza” che da un reale desiderio di benessere.
Come la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) aiuta a ritrovare equilibrio
La CBT (Cognitive Behavioral Therapy) è una psicoterapia basata su solide evidenze scientifiche.
Aiuta a interrompere il circolo vizioso tra pensieri negativi, emozioni e comportamenti di controllo o evitamento, favorendo un rapporto più sano con il proprio corpo.
Obiettivi della CBT per l’immagine corporea
- Ricalibrare l’attenzione: spostare il focus dal corpo all’esperienza del momento presente.
- Sviluppare un dialogo interno compassionevole: riconoscere il valore del corpo per ciò che permette di fare, non solo per come appare.
- Gestire gli impulsi di controllo: ridurre la frequenza dei controlli allo specchio o delle richieste di rassicurazione.
- Affrontare l’ansia con tecniche di rilassamento, mindfulness e ristrutturazione cognitiva.
- Coltivare l’accettazione: distinguere ciò che si può cambiare da ciò che è meglio accogliere.
- Sviluppare pensiero critico verso i modelli estetici culturali.
- Ridurre gli evitamenti: esporsi gradualmente alle situazioni temute.
- Arricchire la vita personale: investire in relazioni, passioni e obiettivi significativi.
Con il tempo, la persona riscopre la libertà di vivere pienamente, di partecipare, di mostrarsi e connettersi, senza sentirsi definita solo dall’immagine riflessa nello specchio.
Il disturbo da dismorfismo corporeo (Body Dysmorphic Disorder)
Quando la preoccupazione per l’aspetto fisico diventa estrema e pervasiva, può trattarsi di un vero disturbo da dismorfismo corporeo (BDD), una condizione psicologica che richiede un trattamento specifico e mirato.
Ne parlerò in modo approfondito in un prossimo articolo.