Gelosia nella coppia: come nasce e come superarla davvero

La gelosia è un’emozione importante, spesso sottovalutata o demonizzata. Come tutte le emozioni, ha una funzione evolutiva: ci motiva all’azione e comunica qualcosa a noi stessə e agli altri. In particolare, la gelosia ci spinge a reagire di fronte a una minaccia percepita alla nostra connessione con una persona significativa, aiutandoci a proteggere ciò che per noi è importante.

Tuttavia, come ogni emozione, può diventare disfunzionale quando è eccessiva, persistente o generalizzata, oppure quando si manifesta con litigi frequenti, comportamenti controllanti o richieste costanti di rassicurazione, che spesso non sembrano mai bastare.

Una forma particolarmente dolorosa è la gelosia retroattiva, rivolta verso il passato sentimentale o sessuale del partner. In questi casi, il confronto con ex, esperienze precedenti o “numeri” può diventare una fonte costante di malessere e insicurezza.

In questi contesti, la gelosia è difficile da vivere sia per chi la prova, sia per chi la subisce:

  • chi la sperimenta può sentirsi intrappolatə in un turbine di pensieri, sospetti e dolore;
  • chi la riceve può sentirsi soffocatə, controllatə o accusatə ingiustamente.

Quando assume questa forma, la gelosia può rappresentare un serio ostacolo alla qualità della relazione.

Da dove nasce la gelosia?

Le origini della gelosia possono essere molteplici. Una bassa autostima può portare a dubitare del proprio valore e temere che l’altrə rivolga facilmente le proprie attenzioni altrove. Anche esperienze passate di tradimento o abbandono possono innescare un’iper-vigilanza costante. Inoltre, la gelosia può derivare da modelli di attaccamento appresi nelle relazioni infantili o da schemi maladattivi precoci.

Vediamo nel dettaglio questi due approcci.

Gelosia e attaccamento: un legame profondo

La gelosia non è solo un’emozione momentanea: spesso riflette schemi relazionali profondamente radicati, che si formano già nei primi anni di vita. Secondo la teoria dell’attaccamento (Bowlby, 1989), le prime relazioni con le figure di accudimento (generalmente i genitori) plasmano dei modelli operativi interni (MOI) che influenzano la nostra immagine di noi stessə e ciò che ci aspettiamo dalle relazioni affettive.

👉 Se vuoi approfondire il tema dell’attaccamento, leggi anche i miei articoli dedicati: https://psicologaangelaperrone.com/2022/10/04/il-legame-dattaccamento/ https://psicologaangelaperrone.com/2022/10/04/gli-stili-di-attaccamento/

Chi ha vissuto esperienze di rifiuto, abbandono o accudimento incostante, può sviluppare uno stile di attaccamento insicuro (ansioso-ambivalente o evitante), che condiziona le relazioni adulte. In questo quadro, la gelosia può essere una risposta alla percezione di minaccia: abbandono, rifiuto, infedeltà.

Esempi:

  • Chi ha uno stile ansioso-ambivalente può vivere la relazione in modo iper-vigilante, temere costantemente di essere lasciatə, e manifestare una gelosia intensa e invasiva.
  • Chi ha uno stile evitante può invece temere la vicinanza emotiva, mostrando freddezza o controllo, mentre sotto la superficie permane la paura di perdere l’altro.

Alcuni segnali comuni in chi ha uno stile insicuro:

  • Bisogno costante di conferme;
  • Difficoltà a fidarsi del partner;
  • Paura intensa dell’abbandono;
  • Episodi di gelosia anche senza reali minacce.

La Schema Therapy: comprendere le radici profonde della gelosia

La Schema Therapy di Jeffrey Young offre una lettura ancora più profonda. In questo modello, la gelosia può attivarsi a causa di schemi maladattivi precoci: insiemi di emozioni, ricordi, pensieri e sensazioni somatiche sviluppati nell’infanzia e nell’adolescenza, in risposta a bisogni fondamentali frustrati.

Tutti noi abbiamo bisogni emotivi universali, come: sentirci amati, protetti, accettati; poter esprimere liberamente emozioni e bisogni; sentire reciprocità, appartenenza e stabilità.

Quando questi bisogni non sono stati soddisfatti, possono nascere ferite profonde. E quando uno schema si attiva, il disagio è intenso: si reagisce con strategie di coping (resa, evitamento, ipercompensazione), che aggravano la sofferenza e che ci costringono in circoli di dolore continui.

Quattro schemi fortemente implicati nell’insorgenza della gelosia all’interno delle relazioni sono:

  • Abbandono/instabilità: abbiamo paura di essere abbandonati e percepiamo gli altri attorno a noi come profondamente instabili nella nostra vita;
  • Deprivazione emotiva: sentiamo di non essere compresi e protetti;
  • Inadeguatezza/vergogna: ci percepiamo inadeguati, non amabili;
  • Sfiducia/Abuso: diffidiamo fortemente degli altri.

Dinanzi all’attivazione di questi schemi la persona potrebbe mettere in atto i seguenti esempi di coping, rimarcando la gelosia e la disfunzionalità relazionale:

  • Resa: la persona si convince di non essere degna d’amore e resta in relazioni dove riceve conferme del proprio senso di inadeguatezza.
  • Evitamento: cerca di evitare relazioni profonde per non attivare il proprio schema, o sceglie partner poco coinvolti per non rischiare.
  • Ipercompensazione: reagisce con eccessivo controllo, gelosia o aggressività nel tentativo di proteggersi dal rifiuto, confermando però lo schema stesso (es. ipercontrollo, richieste ossessive di rassicurazione, gelosia morbosa).

Quando gli schemi si incastrano nella coppia

Nelle relazioni intime, spesso gli schemi dei partner si attivano a vicenda, creando circoli viziosi.
Ad esempio, una persona con schema di abbandono può legarsi a un partner evitante, generando dinamiche in cui la paura di essere lasciatə porta a controllare, mentre l’altro si ritrae. Questo conferma il timore originario e alimenta ancora di più la gelosia.

Il ciclo della gelosia disfunzionale

Chi vive una gelosia intensa può ritrovarsi intrappolatə in un loop:

  1. Pensiero intrusivo: “E se mi tradisse?”, “Perché non risponde subito?”
  2. Comportamento controllante: domande, controlli, richieste di conferme.
  3. Tensione relazionale: l’altrə si chiude o si irrita.
  4. Rinforzo del dubbio: “Si arrabbia perché ha qualcosa da nascondere…”

Ogni passaggio alimenta il successivo, intensificando il malessere. Più si cerca certezza, più cresce l’insicurezza.

Come superare la gelosia?

L’obiettivo non è eliminare la gelosia (perché sarebbe irrealistico!), ma capire cosa comunica e imparare a gestirla in modo più sano e funzionale:

1. Allenare la consapevolezza

Osserva i pensieri gelosi come pensieri, non come verità. Notarli senza crederci automaticamente è il primo passo verso il cambiamento.

2. Lavorare sull’autostima

La gelosia nasce spesso dalla convinzione di non valere abbastanza. Rafforzare l’autostima riduce la sensazione di minaccia.

3. Interrompere il controllo

Controllare non riduce l’ansia, la alimenta. Imparare a tollerare l’incertezza è difficile, ma libera.

4. Esprimere bisogni, non accuse

Dire “Ho paura di perderti” è diverso da “Perché hai messo like a quella foto?”. La comunicazione autentica e assertiva favorisce comprensione e connessione.

5. Considerare un percorso terapeutico

Quando la gelosia affonda in ferite profonde, la terapia può essere un valido alleato: individuale e/o di coppia, aiuta a trasformare la relazione con sé stessə e con l’altro.

Dalla gelosia alla libertà affettiva

La gelosia non è un segno d’amore, ma un segnale. È una parte di te che chiede attenzione, cura e contenimento.
La buona notizia? Puoi imparare a riconoscerla, comprenderla e gestirla senza esserne dominatə.

Un percorso psicologico può aiutarti a trasformare questa emozione in un’occasione di crescita personale e relazionale, imparando a costruire legami basati sulla fiducia, non sulla paura.

Non possiamo controllare chi amiamo, perché nessuno ci appartiene davvero.
L’amore si nutre di libertà, non di possesso. Accogliere questa realtà può essere il primo passo verso una relazione più sicura, autentica e consapevole.

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