
Nei miei articoli precedenti ho evidenziato come il successo nel trading richieda consapevolezza mentale, solida preparazione teorica, aspettative realistiche e profonda conoscenza di sé. Tuttavia, esiste un elemento fondamentale che sfugge a qualsiasi tentativo di quantificazione o controllo: la fortuna.
Anni fa, in una conversazione con Robert Shiller, premio Nobel per l’economia, gli posi questa domanda: “Cosa vorrebbe sapere sugli investimenti che è impossibile sapere?” La sua risposta fu tanto semplice quanto profonda: “L’esatto ruolo della fortuna nei risultati positivi.” (Housel M., 2021)
La fortuna permea ogni aspetto della nostra esistenza finanziaria: il periodo storico in cui siamo nati, la famiglia d’origine, l’educazione ricevuta, le opportunità incontrate, le persone che hanno incrociato il nostro cammino, l’essere nel posto giusto al momento giusto. Sono tutti fattori che sfuggono al nostro controllo e che, proprio per questo, tendiamo sistematicamente a sottostimare. Vale anche notare come, quando descriviamo il successo altrui, risulti quasi scortese menzionare quanto la fortuna abbia contribuito ai loro risultati.
La nostra mente, evolutivamente programmata per trovare schemi e spiegazioni, preferisce raccontarsi storie semplici e logiche piuttosto che complesse e casuali. Questa tendenza ci porta spesso ad incorrere in errori cognitivi significativi. Non potendo controllare la fortuna, preferiamo ignorarne il ruolo, recuperando così un senso illusorio di protagonismo e controllo, anche a costo di distorcere la realtà.
Nassim Taleb ha brillantemente catturato questa dinamica attraverso il concetto di “Cigno Nero“, quegli eventi rari, imprevedibili e dal profondo impatto che sfidano qualsiasi previsione tradizionale e mettono in crisi la presunta razionalità dei mercati. Taleb sceglie questa metafora ispirandosi al fatto che, sebbene i cigni bianchi siano comuni e attesi, un cigno nero rappresenta l’inaspettato che trasforma radicalmente lo scenario.
L’acuta analisi di Taleb evidenzia come sia gli investitori individuali che i sofisticati modelli finanziari si rivelino tragicamente inadeguati nel prevedere eventi altamente improbabili ma potenzialmente devastanti. Le teorie finanziarie dominanti, pur nella loro eleganza matematica, tendono a sottostimare sistematicamente l’autentica incertezza e l’impatto dirompente di eventi anomali.
Particolarmente illuminante è la sua riflessione sulla “fallacia della narrazione“, il modo in cui costruiamo storie distorte del passato che influenzano profondamente la nostra percezione del presente e le nostre aspettative future. Queste narrazioni emergono dal nostro innato desiderio di imporre ordine al caos dell’esperienza umana.
Siamo naturalmente attratti da narrazioni semplici e concrete, attribuendo eccessiva importanza ai tratti personali e sottovalutando l’influenza di fattori casuali. Ogni evento significativo diventa rapidamente il fulcro di una narrazione causale apparentemente coerente. L’effetto alone amplifica questa tendenza, permettendoci di estendere giudizi parziali a un’intera personalità o situazione.
Una storia ben costruita alimenta l‘illusione di inevitabilità: trattiamo le informazioni limitate a nostra disposizione come se rappresentassero la totalità dell’esperienza possibile. Paradossalmente, Taleb osserva che risulta più facile elaborare una narrazione convincente quando si dispone di conoscenze limitate. La nostra rassicurante fiducia nell’esistenza di un ordine comprensibile si basa sulla nostra straordinaria capacità di ignorare la nostra stessa ignoranza. L’illusione centrale consiste nella presunzione di comprendere il passato, che implica a sua volta la presunzione di poter prevedere il futuro. In realtà, la nostra comprensione della storia è molto più frammentaria di quanto siamo disposti ad ammettere.
La tesi del Cigno Nero ci mette in guardia contro l’eccessiva fiducia nei modelli finanziari basati esclusivamente su dati storici, sottolineando la necessità vitale di considerare scenari estremi nelle decisioni di investimento. Taleb suggerisce approcci più conservativi, preparandosi mentalmente e finanziariamente all’impatto potenziale di eventi estremi sui mercati.
L’illusione di validità rappresenta un’ulteriore distorsione: anche di fronte all’evidenza dei nostri fallimenti previsionali, continuiamo ostinatamente a fidarci delle nostre predizioni. I dati che minacciano la nostra autostima vengono semplicemente ignorati o reinterpretati. Questa distorsione si manifesta nella fallacia della pianificazione, dove ignoriamo deliberatamente probabilità sfavorevoli per perseguire i nostri progetti, e nella fallacia dei costi sommersi, che ci porta a rimanere ancorati a investimenti in perdita mentre abbandoniamo prematuramente quelli vincenti.
Particolarmente insidiosa nel mondo finanziario è l‘illusione di abilità, che porta gli investitori a sovrastimare drammaticamente le proprie capacità decisionali. Gli operatori affetti da questa distorsione si convincono di possedere una capacità superiore nel valutare opportunità, anticipare tendenze o gestire rischi. Questa percezione esagerata conduce inevitabilmente a decisioni finanziarie avventate e a una pericolosa sottovalutazione dei rischi di mercato.
L’illusione di abilità viene alimentata da successi passati, vincite occasionali o performance positive in periodi di mercato favorevoli. Tendiamo naturalmente ad attribuire il successo alle nostre capacità piuttosto che a fattori esterni o alla fortuna. Questo meccanismo autoalimentante può innescare un ciclo pericoloso in cui l’investitore, sempre più convinto della propria infallibilità, assume rischi crescenti, esponendosi a perdite potenzialmente devastanti quando il mercato si muove in direzioni impreviste.
Per proteggersi efficacemente dagli imprevisti, è essenziale organizzare le proprie finanze in modo che un singolo investimento sbagliato o un obiettivo mancato non compromettano irrimediabilmente la stabilità economica complessiva. Dobbiamo accettare che gli imprevisti esistono e, per loro stessa natura, non possono essere anticipati. La situazione richiama quella di una persona con disturbo d’ansia per la salute (ipocondria), che necessita di accettare che, nonostante tutte le precauzioni e la prevenzione possibile, la malattia rimane una possibilità ineliminabile dell’esperienza umana.
In un mondo finanziario ossessionato dal controllo e dalla prevedibilità, riconoscere e accettare il ruolo della fortuna rappresenta forse il più importante, benché paradossale, vantaggio competitivo.
Riferimenti Bibliografici:
Housel, M. (2021). Psicologia dei soldi: Lezioni senza tempo sulla ricchezza, l’avidità e la felicità. Hoepli.
Taleb N.N., Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita. Il saggiatore. 2009.