
Nel precedente articolo ho descritto il modo in cui la tua storia personale può influenzare il modo in cui pensi ai soldi e quindi il tuo modo di fare trading. In questo articolo ti parlerò dei money scripts.
Gli psicologi finanziari Klontz e Britt hanno condotto un’innovativa ricerca che dimostra come le convinzioni sul denaro formate durante l’infanzia possano influenzare profondamente le nostre decisioni finanziarie per tutta la vita. Questi “money scripts”, come li hanno definiti i ricercatori, sono credenze profondamente radicate, spesso inconsapevoli, che vengono tipicamente tramandate attraverso le generazioni all’interno delle famiglie e delle culture.
Gli scripts si sviluppano in risposta a esperienze finanziarie emotivamente intense, chiamate “flashpoint finanziari“. Un esempio emblematico è rappresentato da chi è cresciuto durante la Grande Depressione, che ha potuto sviluppare convinzioni persistenti sulla scarsità finanziaria che hanno continuato a influenzarne il comportamento per decenni.
La ricerca ha identificato quattro distinti modelli di convinzioni sul denaro. Tre di questi tendono a danneggiare la salute finanziaria, mentre uno sembra promuoverla.
Il primo script, denominato “money avoidance” (evitamento del denaro), si manifesta nella convinzione che il denaro sia intrinsecamente negativo e che le persone ricche siano avide. Chi mostra questo pattern prova ansia, paura o disgusto quando pensa al denaro, vivendo la questione finanziaria come un tabù da non discutere. Queste persone potrebbero spendere molto poco, rinunciando a piaceri e necessità, oppure, paradossalmente, spendere in modo eccessivo o donare grandi somme. Nonostante l’avversione manifestata, spesso credono che avere più denaro risolverebbe i loro problemi, creando un conflitto interno che porta a comportamenti finanziari distruttivi. Gli “evitanti” mostrano caratteristiche psicologiche specifiche: sono più ansiosi e pessimisti riguardo al futuro. Come evidenziato da Rubinstein (1981), hanno una bassa autostima, scarsa soddisfazione personale e manifestano sintomi somatici come mal di testa e calo del desiderio sessuale. A questo si aggiunge una forte avversione al rischio.
Il secondo script, il “money worship” (culto del denaro), è caratterizzato dalla convinzione che il denaro sia la chiave della felicità e la soluzione ad ogni problema. Forman (1987) ha osservato che queste persone, non riuscendo a raggiungere ciò che realmente desiderano nella vita, si concentrano ossessivamente sul fare e spendere soldi, cercando attraverso questo una sensazione di sicurezza e potere. Sono tipicamente giovani, single, con patrimonio netto inferiore, e sentono di dover lavorare sempre più duramente degli altri. Possono sviluppare problemi finanziari, shopping compulsivo, e manifestano bassi livelli di benessere mentale.
Il terzo script, “money status” (status monetario), si caratterizza per l’equiparazione tra patrimonio netto e valore personale, ma se nel money worship il denaro è visto come un qualcosa che produce felciità e benessere personale, in questo script viene utilizzato maggiormente per mostrare il proprio valore alle altre persone. Pullen (2010) collega questo atteggiamento alla cultura consumistica contemporanea, dove il possesso di oggetti alla moda determina il valore sociale percepito. Queste persone, tipicamente giovani con bassa scolarizzazione e status sociale basso, fingono spesso di avere più denaro di quanto realmente possiedano, incorrendo in comportamenti rischiosi come spese eccessive e gioco d’azzardo. Manifestano insoddisfazione personale, ansia e sintomi psicofisici, oltre a tendere a mentire ai partner sulle proprie spese.
Il quarto script, “money vigilance” (vigilanza monetaria), è l’unico che sembra proteggere la salute finanziaria. Chi manifesta queste convinzioni tende a risparmiare attentamente ed evitare debiti non necessari. Sebbene questo approccio porti generalmente a redditi più alti e maggiori patrimoni, può manifestarsi in eccessiva cautela e diffidenza, impedendo di godere dei vantaggi della sicurezza finanziaria.
La ricerca ha anche evidenziato interessanti correlazioni professionali: i professionisti della salute mentale ad esempio tendono maggiormente all’evitamento del denaro, mentre quelli del business mostrano più ansia e segretezza nelle questioni finanziarie.
La comprensione di questi script rappresenta il primo passo verso il cambiamento.
Questa ricerca offre importanti spunti per migliorare il proprio rapporto con il denaro. Le correlazioni demografiche rivelate – come la maggiore tendenza dei giovani non sposati con bassa istruzione e basso reddito a sviluppare scripts problematici – sottolineano l’importanza di comprendere come le esperienze precoci e le convinzioni ereditate influenzino le nostre decisioni finanziarie, permettendoci di lavorare consapevolmente verso un maggiore benessere finanziario.
Riferimenti bibliografici
Forman, N. (1987). Mind over money. Toronto: Doubleday.
Klontz, B. T. & Britt, S. L. (2012). How clients’ money scripts predict their financial behaviors. Journal of Financial Planning, 25(11), 33-43.
Pullen, C. (2010). The power of money. Journal of Financial Planning, 23(12), 50-51.
Rubinstein, C. (1981) Survey report on money. Psychology today, 5, 24-44.