Le fasi dell’amore

Cosa caratterizza il legame di coppia come legame d’attaccamento?

  • Mantenimento del contatto: cerchiamo di restare vicini a quella persona
  • Rifugio sicuro: cerchiamo quella persona per essere confortati
  • Ansia da separazione: proviamo ansia e sconforto quando le siamo lontani
  • Base sicura: siamo sicuri della sua disponibilità nei nostri confronti e questo ci da la tranquillità per affrontare la nostra vita quotidiana a cuor leggero.

Queste sono caratteristiche presenti anche nel legame d’attaccamento con il proprio caregiver durante l’infanzia. Ma quali sono le differenze tra il legame d’attaccamento nell’infanzia e nell’età adulta?

  1. Reciprocità: il legame tra il caregiver e il bambino è asimmetrico, infatti è il genitore che presta cure e attenzioni dal bambino che le chiede ma non ne offre. Le relazioni adulte sono caratterizzate da reciprocità e simmetria: i partner si prendono cura l’una dell’altra.
  2. Intimità sessuale: nella relazione d’attaccamento tra adulti è presente la componente sessuale che arricchisce la ricerca di contatto e vicinanza con il partner.
  3. Differente sistema di esplorazione: nell’infanzia il legame d’attaccamento svolge un ruolo fondamentale sul sistema di esplorazione del bambino, facilitandolo oppure ostacolandolo. Nell’età adulta l’impatto è differente e potrebbe riguardare la difficoltà ad essere prestanti a scuola o a lavoro o la difficoltà a prestare attenzione.
  4. Diverso significato evolutivo: Il legame d’attaccamento nell’infanzia è finalizzato alla sopravvivenza del piccolo, ma in età adulta assume un significato diverso: il restare in contatto con quella persona per condividere la propria vita e, forse per creare un legame che garantisca il successo riproduttivo del proprio patrimonio genetico.

Così come nell’infanzia, anche il legame d’attaccamento nell’età adulta si sviluppa attraverso 4 fasi:

  1. Attrazione: così come nei bambini anche negli adulti vi è una fase di pre-attaccamento in cui i segnali d’interesse sono poco discriminati ma facilmente riconoscibili: durante il flirt sorridiamo molto, mettiamo in atto gesti ed espressioni facciali esagerate, il tono e il volume della voce sono più alti, ricerchiamo il contatto oculare dell’altro, ridiamo ad ogni battuta, adottiamo una posizione aperta e rilassata, protesa verso l’altro. Il nostro corpo parla da sé. Questi segnali hanno la funzione di promuovere l’eccitamento e dunque l’avvicinamento. Non vi è ancora una relazione però e se l’altra persona non è interessata, rivolgiamo facilmente la nostra attenzione altrove. Se vi è reciprocità gli scambi diventano sempre più frequenti e gradualmente l’attenzione inizia a essere rivolta solo a quella persona specifica. Cerchiamo di apparire al meglio di noi stessi, di mostrare all’altro solo le parti migliori risaltando le nostre qualità.
  2. Innamoramento: abbiamo la sensazione di aver trovato la persona giusta. Vi è un aumento delle interazioni e dell’intimità: i due desiderano trascorrere molto tempo assieme, i loro visi sono sempre molto vicini, i contatti oculari prolungati, i sorrisi, le tenerezze e i rapporti sessuali sono frequenti. Il contatto fisico è rassicurante, il tono di voce diventa più dolce e pacato e assume le caratteristiche del baby-talk, un linguaggio che solitamente gli adulti usano con i bambini ma che gli innamorati usano nella prima fase del loro rapporto. Infatti il baby-talk stimola l’espressione delle emozioni e delle confidenze tra partner. Ci sentiamo al settimo cielo, dormiamo poco, abbiamo poco appetito ma avvertiamo una grande energia. Rispetto alla prima fase aumentano le confidenze e i partner iniziano a mostrare anche parti fragili di loro stessi, inizia il racconto della propria vita e degli eventi spiacevoli, questo aumenta la sintonia emotiva e pian piano il partner inizia ad assumere il ruolo di sostegno emotivo.
  3. Amore reciproco: passaggio dalla passione all’intimità: la frequenza sessuale diminuisce ma aumenta il sostegno emotivo. Vi è un affetto autentico e una forte fiducia verso l’altro. Per accendere il desiderio sessuale in questa fase non basta più l’attrazione sessuale, ma i partner desiderano calore, comprensione, vogliono sentire di potersi fidare dell’altro. I rapporti sessuali sono intensi e, lo stare a contatto con il nostro partner ci fa sentire bene. Un’altra caratteristica di questa fase è l’ansia da separazione: se l’altro non c’è avvertiamo la sua mancanza, pensiamo a lui, vogliamo vederlo il prima possibile.
  4. Relazione reciproca regolata da scopi: i rapporti sessuali diventano meno frequenti e si rivolge lo sguardo ad altre aree della propria vita. Non perché si dia per scontata la relazione, al contrario i partner hanno raggiunto l’interdipendenza emozionale. Il legame è stabile e profondo e si è venuta a creare la base sicura: ognuno sa di poter contare sulla presenza dell’altro. Questa serenità dà modo ai partner di dedicare le proprie energie ad altre aree della vita: il lavoro, gli amici, i figli. È la fase dell’impegno: l’impegno a vivere con la persona amata.

Così come nell’infanzia anche nell’età adulta esistono diversi tipi di attaccamento e pare che il legame d’attaccamento vissuto nella prima infanzia determini in parte anche la scelta del partner. Questi temi verranno affrontati nei prossimi articoli.

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