Gli stili di attaccamento

Nel precedente articolo abbiamo visto cos’è un legame di attaccamento e come si forma. Ma l’attaccamento non è sempre fonte di sicurezza e protezione e a volte il bambino non ha una rappresentazione del caregiver come accudente, disponibile, coerente e fonte di sicurezza. Ciò non significa che non si è stabilito un legame d’attaccamento, bensì indica la formazione di un legame d’attaccamento insicuro. Ma quali sono i diversi stili di attaccamento?

Per scoprirlo Ainsworth e Witting hanno ideato una situazione da osservare in laboratorio e denominata “Strange Situation”. Nel corso dell’osservazione dapprima la mamma e il bambino vengono accompagnata in una stanza con una panca con pochi giochi e due sedie, allora vengono lasciati soli. Alla mamma viene data la consegna di invogliare il bambino a giocare con lei. Allora entra in stanza un adulto estraneo al bambino che prima conversa con la mamma e poi si avvicina al piccolo per giocare con lui. La mamma in seguito esce dalla stanza e il bambino resta solo con l’estraneo. Trascorso qualche minuto la mamma torna in stanza e l’estraneo esce. Quindi, anche la mamma esce dalla stanza lasciando il bambino solo. Entra dunque prima l’estraneo per consolarlo e infine torna la mamma e l’estraneo va via.

In base a quanto emerso dallo studio sono stati definiti 4 tipi di attaccamento:

  • Attaccamento sicuro: il bambino utilizza la mamma come base sicura: si accorge della sua assenza quando sono separati e manifesta segni di disagio, ma quando la mamma torna si lascia consolare e coccolare e manifesta una serie di comportamenti di ricerca della sua vicinanza. Appena consolato, torna a giocare con i giocattoli presenti in stanza. Il bambino è riuscito a costruire dei modelli operativi interni raffiguranti se stesso come una persona amabile, in grado di chiedere attenzioni e cure, e rappresentazioni della mamma come una figura presente in modo continuativo, in grado di fornire cure, sicurezza e protezione. Il bambino sa che può contare sulla mamma per cui si consola facilmente e riesce a rivolgere la propria attenzione all’ambiente circostante in piena sicurezza. Vuol dire che la mamma è stata molto probabilmente presente, i suoi comportamenti sono prevedibili per il bambino poiché lei è stata coerente nelle cure e nelle attenzioni. È riuscita a rispondere in modo adeguato ai bisogni del figlio e ad infondergli un senso di sicurezza.
  • Attaccamento insicuro/evitante: il bambino non usa la mamma come base sicura. Appare molto più interessato ai giochi e all’esplorazione dell’ambiente piuttosto che alla mamma e anche quando quest’ultima abbandona la stanza il bambino non mostra segni di disagio. Al suo rientro il bambino non guarda la mamma e continua a concentrarsi sui giochi. Se preso in braccio chiede di tornare giù. Il bambino ha imparato che la mamma molto probabilmente non risponderà ai suoi bisogni, ha dunque costruito una rappresentazione della mamma come una persona su cui non può far affidamento. Difatti è più interessato all’esplorazione del mondo esterno che alla presenza della mamma che invece rifiuta. Il bambino probabilmente costruirà una rappresentazione di sé come persona che non può ricevere cure e attenzioni, una persona non amabile che non può aspettarsi che i suoi bisogni vengano soddisfatti. Queste mamme nel contesto della Strange Situation sono riluttanti al contatto fisico con il bambino, sembrano più ostili e arrabbiate, e in genere manifestano una gamma emotiva ridotta. Il bambino evitante spesso mostra chiari segni di rabbia e ostilità.
  • Attaccamento insicuro/ambivalente: il bambino mostra forti segni di disagio e anche in presenza della mamma non riesce a giocare tranquillamente. Mostra un forte desiderio di contatto con la mamma e durante la separazione appare estremamente turbato ma, quando la mamma torna e prova a consolarlo non si calma facilmente, e in seguito non riprende l’esplorazione dell’ambiente circostante. Inoltre alterna momenti in cui ricerca il contatto fisico con la mamma a momenti in cui appare profondamente arrabbiato con lei. In questo caso la mamma è stata ambivalente nelle cure verso il piccolo: essendo prima presente e poi assente per cui il bambino non riesce a prevedere se questa volta la mamma resterà accanto a lui o meno. È per questo motivo che non riesce a staccarsi da lei, e non riuscendo a rappresentare la mamma come una base sicura, non riesce ad esplorare l’ambiente circostante. Questi bambini mostrano una forte ansia di separazione e per la maggior parte del tempo si preoccupano di assicurarsi la presenza del caregiver. La rappresentazione che il bambino ha di sé non potrà che esserne condizionata: sentirà di avere una scarsa efficacia nell’espressione dei suoi bisogni, perché prevede che non sempre ci sarà una risposta adeguata, sentirà di non essere sempre amabile.
  • Attaccamento disorganizzato/disorientato così definito poiché il bambino non mostra una strategia chiara e coerente di attaccamento, bensì manifesta una serie di comportamenti contraddittori e senza scopo. Quando la mamma torna in stanza il bambino sembra spaventato, confuso, disorientato. Questo tipo di attaccamento riguarda i casi più gravi in cui i genitori, a cause di diversi tipi di problematiche, non sono in grado di occuparsi adeguatamente del proprio figlio. In questo caso non vi è alcuna prevedibilità sul comportamento del proprio genitore, il bambino è disorientato, non sa come organizzare il proprio comportamento in relazione agli altri e all’ambiente perché nessuno è riuscito a rispecchiare i suoi bisogni.

I legami di attaccamento sono fondamentali nella vita di un individuo poiché offrono l’opportunità di apprendere a regolare le proprie emozioni attraverso le continue interazioni con il caregiver. Inoltre aiutano a creare delle aspettative sugli altri e il bambino regolerà il proprio comportamento in base ad esse. Le relazioni d’attaccamento sono formate lungo l’intera vita dell’individuo e assumono forme e modalità di espressioni differenti in base all’età e al ruolo dei soggetti coinvolti. Nei prossimi articoli verrà discusso l’impatto delle relazioni di attaccamento nella formazione della coppia e nella scelta dei partner.

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