Smettila di confrontarti con gli altri!

Il confronto con gli altri è stato sempre importante per noi. Fin dai tempi più antichi, in cui i nostri antenati vivevano in piccole comunità nomadi. A quell’epoca ognuno doveva contribuire in modo attivo al benessere proprio e del gruppo di appartenenza: che fosse per cacciare, per difendere il proprio gruppo, per crescere i piccoli. Tutti erano estremamente utili e tutti paragonavano le proprie abilità a quelle degli altri membri del gruppo perché nel momento in cui la persona smetteva di essere utile e diventava un peso per il gruppo, veniva allontanata. Essere allontanata dal gruppo significava essere soli. E essere soli rappresentava una profonda minaccia per la propria sopravvivenza in un mondo irto di pericoli.

Questo meccanismo viene esacerbato nella nostra società attuale in cui i confronti non vengono fatti solo con le persone accanto a noi, ma anche con chi è dall’altra parte del mondo grazie ai media e ai social media. Quante volte ti sarà capitato di navigare in rete e pensare “loro sono più felici di me”? “perché io non sono felice come loro?”, “perché non ho quello che hanno loro?” “perché non riesco a fare quello che fanno loro?”. Ovviamente sui social non appare che una minima parte della vita che le persone decidono di pubblicare e molto spesso si cerca di apparire molto più felici di quello che si è davvero. Ciò che intendo dire è che spesso quella felicità è una finzione. E se anche non lo fosse, che importa? Come ti fa sentire paragonare te stess@ agli altri? Ti fa sentire bene? Ti aiuta a stare meglio o a migliorare la tua vita? Spesso la risposta a queste domande è negativa e molto ricerche dimostrano come il navigare tanto in rete faccia sentire le persone più tristi e sole.

Se già in uno stato di salute questo meccanismo provoca frustrazione, ansia, tristezza figuriamoci cosa accade nel caso di una persona impossibilitata in determinate attività, ad esempio chi convive con una patologia da dolore cronico. Il confronto può diventare così potente da aumentare sempre più la distanza tra me e gli altri. Come dicevano i Timoria “penso agli amici fuori e muoio dentro”.

Partendo dal confronto, i sentimenti di angoscia e impotenza si moltiplicano conducendo a una spirale in cui ci sentiamo vittime della vita, ci concentriamo solo su ciò che non abbiamo, su ciò che non possiamo fare o essere, su quanti ostacoli ci sono sul nostro cammino. Proviamo tristezza, rabbia, frustrazione e un pizzico di invidia. Perchè proprio a me? Questa rabbia può indurire il nostro cuore, facendoci chiudere in una specie di autarchia emotiva: sentiamo che nessuno può capirci, percepiamo chiaramente il divario tra noi e gli altri. Ci sentiamo incompresi, soli ed esclusi. Ci chiudiamo a riccio, cercando di proteggerci e iniziando a diffidare del prossimo. E purtroppo così finiamo con il peggiorare la situazione: coltivando sentimenti angoscianti, allontanando gli altri, anche chi desidera aiutarci.

E quindi cosa possiamo fare?

  • Dedica meno tempo possibile ai social-network.
  • Fai attività fisica: anche se blanda, svolgere un’attività fisica aiuta a migliorare l’umore e a sfogare rabbia e frustrazione.
  • Impara tecniche di rilassamento e meditazione: quando la tua mente corre all’impazzata, quando ti accorgi che sei in un loop di auto-commiserazione, lascia scorrere tutti quei pensieri. Libera la tua mente, lascia andare i pensieri disfunzionali e le emozioni dolorose e…
  • …coltiva amore e compassione: l’antidoto contro l’invidia e la frustrazione. Ricorda che nessuno desidera stare male, nessun essere sulla Terra ama la sofferenza, tutti abbiamo il diritto di essere felici.
  • Coltiva la gratitudine e sposta la tua attenzione da ciò che non puoi fare/ciò che non hai a tutto quello che puoi fare, a tutte le cose belle che ci sono nella tua vita.
  • Mangia e riposa adeguatamente!

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