Il disturbo dell’orgasmo femminile

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce la salute sessuale (2006) come segue: “La salute sessuale è uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale legato alla sessualità; non riducibile all’assenza di malattia, disfunzione o infermità. La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali, così come la possibilità di avere esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizioni, discriminazioni e violenza. Per far sì che la salute sessuale venga raggiunta e mantenuta, i diritti sessuali di ognuno devono essere rispettati, protetti e soddisfatti”.

Tutti hanno il diritto di godere della propria sessualità, di essere rispettati, protetti e soddisfatti.

Quello dell’orgasmo femminile è un tema scottante, su cui molto è stato detto, ma non abbastanza. Vi è ancora una sorta di mistero circa questo argomento, anche per le stesse donne.

Ma cos’è un orgasmo?

L’orgasmo viene identificato con il picco del piacere sessuale, ottenuto in seguito a una adeguata stimolazione fisica e psicologica. Consiste in una serie di reazioni neuro-muscolari involontarie e di breve durata. Alcune donne possono sperimentare un brevissimo momento di perdita di coscienza, chiamato “petite mort”. A differenza dell’uomo, la donna raggiunge meno semplicemente l’orgasmo, ma ha una durata maggiore, infatti l’orgasmo femminile varia dai 3 ai 15 secondi, quello maschile varia dai 3 ai 10 secondi. Inoltre nella donna non si presenta il periodo refrattario, per cui c’è la possibilità di sperimentare orgasmi multipli. Così come per l’uomo, anche la donna può emettere fluidi in concomitanza all’orgasmo, si tratta del fenomeno dell’eiaculazione femminile o “squirting”.

Sembrerebbe che la natura sia a nostro favore, eppure molte donne hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo. In alcuni casi questo dipende da fattori organici, ma la maggior parte delle volte dipende da fattori di tipo psicologico, relazionale e culturale.

Per quanto riguarda i fattori psicologicialcune condizioni mentali influenzano la vita sessuale, basandosi essa su una rete di variabili fisiche, cognitive ed emotive. Disturbi mentali come ansia, depressione, e il disturbo da stress post-traumatico, causano maggiori difficoltà alla sessualità, innescando delle modificazioni a livello neurochimico. Anche lo stress, è in grado di determinare un disturbo sessuale, inibendo soprattutto il desiderio. Quando la nostra mente viene assorbita da molti pensieri disturbanti non ci sono le condizioni per concentrarsi sulla relazione sessuale, e talvolta lo stesso desiderio risulta inibito. Pensieri in grado di provocare un disturbo dell’orgasmo sono sopratutto le credenze errate sulla sessualità: cosa la donna pensa del sesso? Come pensa di godere? Conosce il proprio corpo? Purtroppo le nostre conoscenze sulla vita sessuale vengono pesantemente influenzate da fattori culturali ed educativi: basti pensare alla versione stereotipata delle donne nei film porno. Questa visione genera delle dispercezioni sia nella donna che nell’uomo, in particolare produce aspettative irrealistiche circa la sessualità. Giungiamo così a un’altra variabile importante: l’educazione sessuale ricevuta. È importante che la donna conosca il proprio corpo al fine di darsi piacere prima autonomamente e poi in coppia. A tal fine la masturbazione è essenziale per comprendere quali punti toccare e come, per lasciarsi andare a fantasie erotiche, per capire cosa desideriamo e cosa accende il nostro piacere. È solo conoscendo noi stesse che potremo guidare il nostro partner, o la nostra partner, al raggiungimento del piacere. Ma fanno parte dell’educazione sessuale anche eventuali limiti o tabù circa alcune pratiche. Alcune donne non si sono mai guardate la vagina, non si sono mai date piacere, perché la masturbazione femminile è da sempre meno incentivata rispetto a quella maschile. In tal senso la religione, la cultura di appartenenza, l’atteggiamento della famiglia circa questo argomento giocano un ruolo cruciale. Un altro fattore essenziale è la coppia: la donna è in una relazione positiva? C’è un buon livello di comunicazione e di comprensione? Vi è condivisione dei propri pensieri e delle proprie emozioni? Inoltre vi è attrazione fisica e mentale? Come scritto nei precedenti articoli, una donna ha bisogno di essere stimolata sia fisicamente che mentalmente per raggiungere un buon livello di eccitazione ed essere più vicina all’orgasmo. Disturbi mentali o fisici nel partner potrebbero causare problemi nella vita sessuale. Ad esempio donne con partner disabili potrebbero aver timore a lasciarsi andare del tutto.

Una donna con difficoltà a raggiungere l’orgasmo potrebbe aver vissuto delle esperienze negative in passato, come traumi o abusi. Inoltre il provare dolore durante i rapporti rende meno piacevole l’esperienza intima e sicuramente inibisce il raggiungimento dell’orgasmo. Pensiamo non solo ai dolori durante la penetrazione, di cui parleremo in una trattazione distinta, ma anche ai dolori provocati da condizioni fisiche differenti: emicrania, fibromialgia, dolori gastrointestinali, ecc. Il dolore fa si che la mente venga catturata da quella sensazione, rendendo arduo per la donna lasciarsi andare a una esperienza sessuale soddisfacente. Infine, il disturbo sessuale potrebbe essere spiegato da una condizione medica o dall’assunzione di sostanze, tra cui alcuni farmaci.

Secondo il DSM 5 (Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali) il disturbo dell’orgasmo femminile è caratterizzato da difficoltà nel raggiungere l’orgasmo e/o da una marcata riduzione dell’intensità delle sensazioni orgasmiche. Tale condizione deve essere provata in quasi tutti i rapporti sessuali (tra il 75% e il 100%) e deve protrarsi per almeno 6 mesi. Il disturbo causa disagio significativo nell’individuo. Il disturbo dell’orgasmo femminile può essere di tipo permanente (quando è presente fin dall’inizio dei rapporti) o acquisito (il disturbo inizia dopo un periodo di funzionamento sessuale normale), inoltre può essere generalizzato (è sempre presente) o situazionale (quando si verifica solo in determinate situazioni o con determinati partner).

La terapia cognitivo-comportamentale come può essere in grado di risolvere il disturbo dell’orgasmo?

  • Psicoeducazione: come detto in precedenza spesso i disturbi sessuali sono causati da una scarsa conoscenza della propria anatomia, e di conoscenze errate sull’argomento. Nel caso specifico del disturbo dell’orgasmo la donna, ad esempio potrebbe essere convinta di dover raggiungere il picco unicamente con la penetrazione. Questo è errato, l’orgasmo viene raggiunto grazie alla stimolazione del clitoride e in generale della zona CUV (clitoro-uretro-vaginale) che comprende, oltre al clitoride, le grandi e le piccole labbra, il terzo esterno della vagina, la regione anale e uretrale.
  • Tecniche di rilassamento in grado di ridurre l’ansia.
  • Ristrutturazione cognitiva per intervenire su pensieri e convinzioni errate e disfunzionali.
  • Lavoro sulle abilità comunicative ed assertive: è fondamentale che tra i partner ci sia una buona comunicazione e condivisione circa i propri pensieri ed emozioni. Così la partner può imparare a esprimere con decisione cosa le piace, cosa la stimola e cosa no.
  • Terapia di coppia nel caso in cui tra i partner ci siano delle problematiche che influenzano la vita sessuale: infedeltà, mancanza di fiducia, scarsa empatia, ecc.
  • Esercizi di Kegel e lavoro sulle fantasie sessuali: gli esercizi di Kegel sono esercizi di contrazione dei muscoli del pavimento pelvico al fine di tonificarli. Essi sono molto utili nel trattamento dei disturbi sessuali. Anche il lavoro sulle fantasie sessuali soprattutto in associazione alla masturbazione aiutano la donna a imparare cosa la eccita e come procurarsi piacere.
  • Tecniche di sensibilizzazione focalizzata attraverso cui la donna impara a comprendere quali parti del corpo toccare per procurarsi piacere, in modo da condividerlo con il partner o la partner in un secondo momento.
  • Terapia mansionale integrata: si tratta una terapia che prevede differenti step per re-imparare a vivere la propria sessualità nel modo più soddisfacente possibile. Implica degli esercizi che coinvolgono entrambi i partner.

In conclusione, la donna non deve sentirsi in difetto solo perché ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo, perché la sessualità è estremamente delicata e coinvolge un gran numero di variabili personali, relazionali e culturali. È sempre possibile imparare a vivere il sesso nel modo più soddisfacente possibile, ed è importante che questo accada poiché la vita intima è fondamentale per gli umani, che hanno tutti il diritto di essere rispettati, protetti e soddisfatti.

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