La punizione rappresenta un buon metodo educativo?

Tutti sappiamo cos’è una punizione: è un evento aversivo che dovrebbe provocare la diminuzione di un determinato comportamento. Distinguiamo tra punizione positiva e punizione negativa: la punizione positiva riguarda la somministrazione di uno stimolo aversivo, la punizione negativa riguarda la sottrazione di uno stimolo piacevole.

Hai comprato una fantastica Playstation a tuo figlio. Lui è felicissimo, finalmente può giocare a tutti i videogiochi che desidera! Purtroppo però da quando ha la consolle non studia più alacremente, e a scuola le insegnanti si lamentano per il suo scarso rendimento. Per cui gli chiedi di ridurre il tempo di gioco per dedicarsi con più impegno nello studio. Ma tuo figlio ti ignora, continuando a peggiorare nelle prestazioni scolastiche. Decidi per questo motivo di eliminare la consolle. Punizione Negativa.

Arrabbiato, tuo figlio sceglie di continuare lo sciopero dello studio. Il suo rendimento scolastico cala sempre più, e lui continua a non ascoltare i tuoi consigli. A questo punto, perdi del tutto la pazienza, e decidi che finché non riprenderà a studiare non solo non riavrà la Playstation ma dovrà lavare ogni giorno, sia a pranzo che a cena, i piatti sporchi. Punizione Positiva.

Quindi nel primo caso il ragazzo è stato privato di qualcosa a lui molto gradito, nel secondo invece è stato punito con un compito a lui sgradito.

Tipologie di stimoli punitivi:

  • Punizione fisica: somministrazione di uno stimolo spiacevole a livello fisico.
  • Rimproveri: stimoli verbali negativi.
  • Time-Out: allontanamento da una situazione piacevole per un determinato periodo di tempo.
  • Costo della Risposta: sottrazione di un rinforzo che è già in possesso del soggetto.

Per rendere la punizione efficace questa deve essere: sicura, intensa e somministrata subito dopo il comportamento da eliminare. Andrebbe spiegata con cura la motivazione della punizione e cosa si vuole ottenere. Inoltre è essenziale fornire un’alternativa al comportamento da eliminare!

La vostra figlia di 3 anni tiene continuamente il pollice in bocca. Per eliminare questo comportamento è possibile applicare degli smalti appositi con un gusto sgradevole, che rappresentano uno stimolo aversivo. E quindi la bambina proverà disgusto ogni volta che porterà il pollice alla bocca. Ma per ottenere un risultato migliore è possibile impegnarle le mani in attività a lei piacevoli. In questo modo si distrarrà con delle attività a lei gradite che la aiuteranno ad usare le mani in modi più funzionali. Se andiamo anche a rinforzare il comportamento funzionale, aumenteremo la possibilità che la bambina si impegni in attività adattive.

Ed ecco come al posto della punizione, abbiamo utilizzato una strategia basata sul rinforzo.

Per saperne di più sul rinforzo leggi qui:https://psicologaangelaperrone.art.blog/2020/04/29/come-utilizzare-i-rinforzi/

Per far sì che il soggetto del programma educativo adotti un comportamento desiderabile, possiamo inizialmente fornirgli il nostro aiuto, attraverso sollecitazioni, modellamento (offrendo un esempio) e guida fisica (quindi aiutando fisicamente il soggetto a compiere determinate attività). Ricorda di fornire un rinforzo quando il soggetto avrà attuato il comportamento desiderato.

Per ridurre la possibilità che compaia un comportamento disfunzionale, piuttosto che usare la punizione, puoi provare a controllare gli antecedenti, e quindi la situazione che provoca l’insorgenza del comportamento negativo. Per comprendere questo punto ritorniamo all’esempio precedente: il ragazzo con la Playstation. I genitori avrebbero potuto prevedere il fatto che, posta la consolle nella stanza del ragazzo, egli sarebbe stato facilmente distratto. Quindi avrebbero potuto innanzitutto scegliere un’altra stanza dove posizionare la Playstation e stabilire preventivamente delle regole di utilizzo.

Prova a eliminare e a controllare i rinforzi dei comportamenti inadeguati. Questi sono mantenuti da vantaggi e da un piacere per il soggetto: di certo è più piacevole giocare ai videogame piuttosto che studiare! È importante sottolineare che spesso, se viene studiato adeguatamente studiato il comportamento da eliminare, la punizione non è necessaria.

Come studiare adeguatamente un comportamento:

A-B-C: Analisi Funzionale.

A:Antecedente: cosa precede il comportamento? Quali situazioni stimolano la sua comparsa?

B: Comportamento messo in atto.

C. Conseguenze: cosa succede dopo l’emissione del comportamento? Quali sono le conseguenze?

Studiando in questo modo il comportamento è possibile comprendere cosa lo mantiene attivo e quindi intervenire in modo adeguato.

Ma la punizione va usata? È utile? Quali sono i svantaggi?

  1. La punizione tende ad elicitare un comportamento aggressivo. Provoca sentimenti di frustrazione sia in chi la somministra che in chi la riceve, provocando un deterioramento nel loro rapporto.
  2. Può causare effetti emotivi spiacevoli come il pianto, la disperazione, la paura.
  3. La punizione non fissa alcun obiettivo, non promuove un comportamento nuovo e alternativo, si limita a punire. Insegna solo cosa non fare.
  4. Come detto più volte, gli adulti rappresentano un modello da imitare per i bambini: se punirete i vostri figli, a loro volta essi useranno la punizione con gli altri.
  5. Utilizzare fortemente la punizione può far emergere una serie di problemi nel bambino e nel vostro rapporto con esso. L’uso massiccio della punizione può diminuire o eliminare l’uso del rinforzo, che è molto più efficace e positivo della punizione.

In sintesi, ricorrete il meno possibile all’uso della punizione. Preferite ad essa altri metodi educativi.

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