Stress in età evolutiva: come sostenere la resilienza e le abilità di coping nei nostri figli

Sperimentiamo lo stress a qualsiasi età, fin da piccolissimi. Gli adulti spesso non credono che i bambini possano soffrire di stress, ansia e depressione, in realtà in età evolutiva vengono sperimentati stati d’animo negativi, con la differenza di non avere a disposizione delle risorse adeguate per comprendere a fondo le proprie emozioni, per verbalizzarle e per affrontare gli eventi stressanti in modo adeguato. Sta a noi adulti e a voi genitori sostenere i bambini nello sviluppo di adeguate capacità di coping (fronteggiamento) e nello sviluppo della resilienza.

Cos’è la resilienza? È la capacità di affrontare le situazioni stressanti in modo adattivo. Per saperne di più leggi qui:https://psicologaangelaperrone.art.blog/2020/04/10/come-coltivare-la-resilienza/

Come ben sappiamo lo stress è una risposta fisiologica adattiva in quanto predispone il corpo ad affrontare degli eventi avversi stimolando una risposta di attacco o fuga. Per cui provoca di mutamenti a livello ormonale, con la produzione di adrenalina e cortisolo, e dei mutamenti biologici come l’aumento della pressione sanguigna, l’accelerazione del battito cardiaco e la tensione muscolare. Qual’è il problema se lo stress è una risposta adattiva? Il problema non sussiste se lo stress è di breve durata, e quindi se una volta affrontato un evento stressante, il corpo torna al suo equilibrio omeostatico. Ma se lo stress perdura, mantenendo uno stato di attivazione nel corpo, può provocare grossi danni. In particolare, in età evolutiva può minare lo sviluppo cerebrale, conducendo a problemi di natura mentale e fisica.

Per leggere di più sui meccanismi dello stress leggi qui: https://psicologaangelaperrone.art.blog/2020/01/14/stress-rilassamento-e-respirazione/

Per quali motivi i bambini sperimentano dello stress?

Dipende innanzitutto dall’età evolutiva, in generale i fattori che predispongono il bambino a sperimentare dello stress sono:

  • Tensioni in famiglia: un clima ostile, genitori litigiosi o molto ansiosi, cattive relazioni famigliari.
  • Famigliari con problemi di natura mentale o fisica, come essere portatori di handicap, soffrire di depressione, di disturbi d’ansia, di disturbi alimentari, ecc. Oppure avere famigliari con problemi di dipendenza da alcol, da sostanze, da gioco d’azzardo.
  • Famiglie maltrattanti e abusanti
  • Stile genitoriale eccessivamente indulgente o eccessivamente protettivo e ansioso
  • Problemi di natura finanziaria ed economica
  • Situazioni di marginalità
  • Isolamento
  • Trasferimento in un altro Paese o in un’altra città
  • Decesso di un membro della famiglia
  • Problemi a scuola e/o con i coetanei
  • Malattie organiche croniche
  • Divorzio dei genitori

Come potete notare le cause di un malessere nel bambino e nell’adolescente possono essere svariate, più o meno gravi. In questo articolo ci occuperemo di come trasmettere delle abilità di coping e di resilienza ai propri figli, e di come aiutarli ad affrontare al meglio degli eventi stressanti, tralasciando i casi limiti di abuso e maltrattamento e problemi di dipendenza di cui ci occuperemo in separata sede.

Tu sei il suo modello.

La prima cosa da tenere a mente è che tu genitore sei il primo modello che tuo figlio ha a disposizione per apprendere informazioni sulla vita in generale e sulla gestione degli eventi stressanti, sul riconoscimento e sull’espressione delle emozioni, e sul relazionarsi con gli altri e con il mondo, in particolare. Quindi cerca di tenere dei comportamenti adeguati di fronte al tuo bambino, prova a gestire le tue emozioni in modo adattivo, senza lasciarti trascinare dai vortici della rabbia, della tristezza, dell’ansia. Cerca di rispettare te stesso e gli altri, e di affrontare con resilienza gli eventi stressanti. Certo non è sempre semplice, e alle volte ti capiterà di lasciarti travolgere dalla negatività, in quel caso l’importante è spiegare al bambino/adolescente quanto accaduto, rendendolo comprensibile e quindi gestibile.

Parla al tuo bambino.

Spesso crediamo che i bambini non siano in grado di comprendere i problemi degli adulti, e in effetti ci sono situazioni complesse che è difficile spiegare. Il problema è che tuo figlio percepisce che c’è qualcosa che non va, sente che ci sono dei problemi e che tu sei a disagio. Per evitare che il bambino conviva con uno stato di preoccupazione che non comprende, e che quindi non riesce a gestire, è preferibile spiegargli cosa accade, in modo semplice, adattandola al suo livello di sviluppo. Ovviamente evita di riferirgli dei particolari difficili da gestire, e sopratutto trasmettigli sempre l’idea che lui è al sicuro e che la situazione è sotto controllo e migliorerà. Ancora una volta, il tuo atteggiamento è essenziale.

Chiedi al tuo bambino i motivi del suo disagio.

Se noti che il tuo bambino è stressato, in ansia o triste, prova a chiedergli cosa lo turba. Non essere troppo protettivo o troppo rigido nel voler necessariamente conoscere i problemi di tuo figlio, piuttosto adotta un atteggiamento di apertura, di affetto, crea un luogo sicuro per lui. Un luogo in cui egli si sente protetto, stabilisci una relazione di fiducia e non giudicante con il tuo bambino, e vedrai che sarà lui stesso a cercarti quando ne avrà bisogno. Con i bambini più piccoli puoi usare il gioco per aiutarlo ad esprimere, a verbalizzare e ad elaborare il suo disagio. Restituiscigli le emozioni dolorose in modo che siano più gestibili ed affrontabili, e che non provochino malessere.

Dedica del tempo di qualità ai tuoi figli.

In una società in cui andiamo sempre di corsa è difficile trovare un momento per sé e per la propria famiglia. La notizia positiva è che ricerche hanno dimostrato che non importa il tempo quantitativo che trascorri con i tuoi figli, quanto piuttosto la qualità del tempo che gli dedichi. Cosa significa? Che è preferibile trascorrere 1 ora a giocare con i tuoi figli piuttosto che trascorrere 4 ore al giorno con i tuoi bambini a guardare passivamente la tv. Sii curioso, ascoltali, trasmettigli delle capacità e lascia che loro ti insegnino qualcosa. Sii creativo! Coinvolgi tuo figlio nell’elaborazione di nuovi giochi, e lascia che ti affianchi nelle attività quotidiane: cucina con lui, lascia che ti aiuti in piccoli lavoretti. Guarda dei cartoni o dei film con lui, e cerca di stimolare il suo pensiero critico, chiedigli cosa ne pensa, cosa ha provato. Ascolta della musica, leggi e inventa delle favole, balla con lui, credi nei tuoi figli e trasmettigli l’idea che loro sono importanti, che credi nelle loro capacità e che li ami immensamente. Invitali a conoscere il mondo in modo nuovo, utilizzando e stimolando tutti i sensi. Chiedigli ad esempio: quanto pesa l’arancione? Questo stimolerà la sua creatività e la sua esplorazione del mondo.

Nell’educazione preferisci i rinforzi alle punizioni.

I rinforzi positivi sono quelle conseguenze che rendono un comportamento più frequente. Nell’educazione dei tuoi figli, preferisci l’utilizzo dei rinforzi alla somministrazione delle punizioni. Se il tuo bambino fa i capricci perché non vuole lavarsi i denti, piuttosto che obbligarlo puoi spiegarli il motivo della tua richiesta e giungere a un compromesso proponendogli un’attività a lui gradita, ad esempio potete leggere insieme una storia prima di andare a letto. In ogni caso vale la regola precedente: spiega e motiva ogni tua richiesta, non imporre le tue decisioni!

Crea una routine.

Sopratutto i bambini più piccoli sono rincuorati dal seguire una routine che rende il mondo attorno a loro più prevedibile. Alterna momenti di gioco a momenti di apprendimento.

Adotta uno stile di vita sano e salutare, e rispettoso dell’ambiente.

Parliamo di nuovo del modello, tu sei un esempio per il tuo bambino. Nell’educazione è fondamentale che ci sia coerenza tra quanto esprimi verbalmente ai tuoi figli e quanto metti in atto tramite il tuo comportamento e il tuo atteggiamento. Dimostra ai tuoi figli l’importanza di prendersi cura di se stessi, della propria salute fisica e mentale. Poni attenzione all’igiene personale, alla nutrizione e all’attività fisica. Rispetta te stesso e il prossimo. Mostra un atteggiamento assertivo, rispettoso e non giudicante nei confronti di chi ti circonda. Trasmettigli l’importanza di rispettare gli animali e l’ambiente che ci circonda, recupera un rapporto con la natura: è salutare sia per te che per i tuoi bambini.

Non giudicare.

Tornerò su questo punto diverse volte. Non giudicare i tuoi figli, non giudicare le motivazioni per cui loro esprimono malessere. Sono problemi inesistenti per te? Non importa, se qualcosa a loro fa male, è giusto che tu gli dia importanza e che li sostienga nell’affrontare al meglio la questione. Non sminuire e non sostituirti a loro nella risoluzione dei problemi, piuttosto aiutali a riflettere e guidali nella ricerca di una strategia utile. Molto importante è il linguaggio che usi in famiglia e con il tuo bambino! Preferisci l’adozione di un linguaggio positivo. Anzichè dire “non correre”, prova a dire “puoi camminare più lentamente?”.

L’importanza delle relazioni.

Aiuta tuo figlio a farsi degli amici e a diventare un buon amico per gli altri. Sostieni una rete di relazioni positive attorno a lui, sia in famiglia che fuori. Informati a scuola come si comporta il tuo bambino con gli altri, assicurati che non sia prepotente e che non sia isolato. Aiutalo a sviluppare l’empatia, e la capacità di rispondere in modo adeguato alle emozioni.

L’importanza del tempo per sé.

Trasmetti al tuo bambino l’idea che è importante impegnarsi e apprendere nuove cose, è importante lavorare duro per raggiungere i propri obiettivi, ma è ugualmente importante dedicare del tempo a se stessi per rilassarsi e dedicarsi a ciò che si ama. Puoi insegnarli delle semplici tecniche di rilassamento e di mindfulness: ricerche dimostrano quanto siano utili anche in età evolutiva per uno sviluppo sano e positivo.

Valori e obbiettivi.

Stimola il pensiero critico del tuo bambino, sostieni la creazione di un suo punto di vista sul mondo. Guidalo nella graduale scoperta dei suoi valori, e aiutalo a porsi degli obbiettivi in linea con essi e realistici. Una vita all’insegna dei propri valori è una vita piena e significativa.

La creazione di una sana autostima.

Sostieni la costruzione di una sana autostima nel tuo bambino. Aiutalo a inquadrare gli insuccessi come delle esperienze da cui apprendere e grazie a cui migliorarsi, piuttosto che vederli come dei meri fallimenti. Aiutalo a comprendere che non esiste solo la perfezione e il fallimento, ma che esiste una seria infinita di sfumature, per cui una persona può essere molto capace in un settore e meno in un altro. Il fatto di essere poco abile in una materia non significa essere globalmente incapaci. Per questo anche quando vuoi rimproverarlo per qualcosa cerca di non emettere mai giudizi globali sulla sua persona, piuttosto limitati a chiedere chiarimenti sul comportamento che non hai condiviso.

Rendilo sempre più indipendente.

Gradualmente dai dei piccoli compiti, aiutalo a gestire se stesso e le sue cose. Lentamente lascia sempre più controllo a lui, permettigli di sbagliare e di vivere le sue esperienze. Rendilo sempre più indipendente e sempre più libero, pur mantenendo vivo e costante il tuo supporto nel caso in cui lui ne abbia bisogno.

Quali sono i sintomi dello stress nel bambino?

  • Età prescolare: il bambino può apparire lamentoso, fare capricci, piangere ed essere difficilmente consolabile. Può manifestare difficoltà nel dormire e incapacità di riposarsi adeguatamente. Inoltre, può evidenziare difficoltà nell’alimentazione e diarrea, costipazione o mal di pancia. Richiede più manifestazioni di affetto e più contatto fisico. Può esserci una regressione: torna a bagnare il letto e ad usare il pannolino. Mostra segnali di stress come succhiarsi il pollice. Ha paura del buio e degli estranei.
  • Età scolare: non vuole andare a scuola, si rifiuta di parlare, appare isolato e non gioca con i coetanei. Appare arrabbiato e nervoso. Piange e fa i capricci, manifesta segnali di stress: si mangia le unghie, succhia il pollice, si stuzzica i capelli. Ha difficoltà a dormire, manifesta sintomi fisici come nausea, diarrea, dolore allo stomaco, mal di testa, tensione muscolare.

PRESTA ATTENZIONE AL GIOCO! Come gioca il tuo bambino? Che giochi predilige? Com’è il suo gioco simbolico? Che tipo di disegni fa?

Soprattutto i bambini più piccoli che hanno difficoltà a verbalizzare i turbamenti, esprimono le emozioni attraverso il gioco e il disegno, quindi supervisionali e stai attento a cogliere segnali di malessere. A tal proposito SUPERVISIONA QUANDO GUARDANO LA TV e assicurati che guardino programmi adeguati alla loro età e che possano comprendere. Molti bambini iniziano ad avere paura del buio dopo aver visto film horror! In genere ti consiglio di abbandonare la televisione e di preferire l’uso di film e storie che puoi acquistare e scegliere preventivamente, ma questa è solo l’opinione di una psicologa che reputa feccia il 99% dei programmi trasmessi in tv.

Poni attenzione alla salute mentale e fisica del tuo bambino, soprattutto in età evolutiva del disagio a livello psicologico può ripercuotersi sul suo sviluppo.

Lascia un commento